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PattiChiari: per i giovani il denaro è un argomento tabù. Il 55% non ne parla in famiglia e il 70% ritiene che la scuola dovrebbe insegnare il valore di gestire il denaro |
La ricerca “I giovani e il denaro” commissionata da PattiChiari a ISPO rivela che il 55% dei giovani non parla di denaro e economia all’interno della propria famiglia, questo a causa del retaggio culturale ed dell’educazione finanziaria lacunosa.
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I risultati presentati nel corso della premiazione del concorso nazionale “PattiChiari con l’economia”, che ha visto trionfare la classe V C dell’Istituto Tecnico Agrario di Bergamo.
Più della metà dei giovani - il 55% - non sente parlare di denaro e non viene coinvolto nelle decisioni economiche che riguardano la sua famiglia. Un atteggiamento che deriva ovviamente dalla scarsa abitudine degli adulti a parlare di denaro, tanto che circa la metà degli intervistati – 46% - dichiara che all’interno del proprio nucleo famigliare questo tema non viene affrontato con una certa frequenza.
Giovani e adulti sono però consapevoli della necessità di superare questo limite e dell’importanza che riveste l’argomento. La scuola viene identificata come veicolo ideale di educazione finanziaria: un ruolo ed un compito che otto italiani adulti su dieci, insieme al 69% dei giovani, riconoscono al sistema scolastico.
La mancanza di dialogo e di educazione finanziaria a scuola e in famiglia determina così nei giovani la tendenza a non pianificare e progettare il proprio percorso economico, tanto che gli 11-25enni italiani mostrano, rispetto ai loro genitori, un atteggiamento decisamente più disinvolto verso l’utilizzo del denaro: il 19% dei giovani non cerca mai di risparmiare e spende il denaro di cui dispone in modo impulsivo, senza pensarci troppo. Un atteggiamento “disinvolto” che porta con sé il rischio di restare facilmente “in bolletta”: il 48% dei ragazzi dichiara infatti che rimane spesso senza soldi. Anche tra gli adulti esiste chi fa acquisti impulsivi, non sostenuti da alcun tipo di pianificazione, ma le percentuali sono significativamente inferiori, fermandosi al 5%.
La conferma di questo dato è nell’atteggiamento consumista da parte dei giovani nella gestione del denaro, che porta il 42% degli 11-25enni a dichiarare che se avesse a disposizione più denaro lo impiegherebbe tutto in acquisti. Questi risultati emergono dal Rapporto PattiChiari–ISPO “I giovani e il denaro”, effettuato su un campione di 2537 persone, di età compresa tra 11 e maggiori di 25 anni, per mettere a raffronto le indicazioni provenienti dai giovani con quelle dell’universo adulto, in modo da stabilire punti di contatto e di distanza tra le due realtà.
Il valore che assume la formazione economica dei ragazzi è al centro dei risultati emersi dal Rapporto PattiChiari - ISPO: sebbene il 61% dei giovani dichiari di non avere apparentemente difficoltà con la gestione del proprio denaro, rimane ampia l’area di chi invece percepisce notevoli difficoltà, circa un terzo (27%) dei giovani, percentuale che arriva al 32% nella fascia di età compresa tra gli 11 e i 14 anni.
Ma quali sono le criticità emerse? Sostanzialmente i problemi sono di due tipi: da una parte una difficoltà soggettiva ad usare efficacemente il denaro a disposizione (il 32% dei ragazzi dichiara che spesso non sa come usare al meglio il proprio denaro) e dall’altra una criticità oggettiva verso il linguaggio finanziario (il 43% dichiara che quando sente qualcuno parlare di soldi, investimenti, risparmi non capisce nulla).
Questi dati rivelano due tendenze in atto, da contrastare attraverso azioni mirate di educazione finanziaria: più cresce l’età più si riduce lo spazio di interesse per la cultura economica e, sempre al crescere dell’età, si riscontra una sovrastima delle capacità critiche in ambito economico finanziario. I ragazzi rispetto agli adulti hanno una percezione meno critica del loro utilizzo distorto del denaro, ma entrambe le generazioni sono consapevoli di quanto sia importante sapere utilizzare bene il proprio denaro. I due terzi dei giovani, specie tra i 15-18enni, e l’80% degli adulti ritengono che i ragazzi in generale non diano la giusta importanza al denaro e l’80% dei primi e l’88% dei secondi sostiene che per realizzare i propri desideri sia importante usare bene il proprio denaro.
Ma giovani e adulti sono anche consapevoli della necessità e dell’importanza dell’educazione finanziaria. Più di 8 ragazzi su 10 (e più di 9 adulti su 10) sono d’accordo nell’affermare che è importante imparare ad usare/gestire bene il proprio denaro fin da ragazzi.
Se in famiglia il denaro è un argomento tabù, la scuola sembra essere accettata come istituzione in grado di aiutare i ragazzi ad apprendere le competenze finanziarie di base. Gli adulti (80%) e i ragazzi (69%, quota che arriva al 72% tra i 22-25enni) sono favorevoli all’introduzione di tematiche finanziarie nella scuola.
“Tutti i gruppi sociali hanno bisogno di educazione finanziaria, ma alcuni di loro, come i giovani, i pensionati o le famiglie a basso reddito, necessitano di un’attenzione speciale” – commenta Giuseppe Zadra, Presidente del Comitato Direttivo di PattiChiari e Direttore Generale dell’ABI - “Sul lungo periodo le strategie di educazione finanziaria devono focalizzarsi sui bambini e sui ragazzi per instillare la cultura della consapevolezza e renderli dei consumatori prudenti ed informati; è prioritario, attraverso strategie e sinergie condivise a livello di sistema, provare a costruire una massa critica di popolazione che adotti nuovi comportamenti nella scelta dei servizi finanziari ed il ruolo della famiglia e della scuola è fondamentale in questo processo”.
I risultati del Rapporto PattiChiari – ISPO “I Giovani e il Denaro” sono stati presentati durante la premiazione nazionale del concorso “PattiChiari con l’economia” che ha visto trionfare la scuola xxx con il Business Plan yyy. “PattiChiari con l’economia” è un innovativo programma didattico che ha coinvolto 800 scuole e 96.000 studenti in dodici città italiane e ha trasmesso ai ragazzi le nozioni basilari delle regole economiche per offrire una preparazione utile per integrarsi e partecipare attivamente alla realtà sociale, culturale, professionale ed economica che li circonda. Dopo aver superato, lo scorso mese di giugno, una rigorosa selezione regionale, gli studenti hanno portato i loro progetti a Roma, dove il loro lavoro si è confrontato con quello svolto da altre undici classi provenienti da diverse Regioni della nostra Penisola.
In questi cinque anni, PattiChiari ha promosso e favorito, attraverso progetti specifici, un miglioramento generale del livello di educazione finanziaria in Italia, impegnandosi fortemente, tanto nei confronti delle famiglie, quanto verso la scuola e i giovani, con progetti mirati di diffusione dell’educazione finanziaria.
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Costituito nel Settembre 2003, PattiChiari è il Consorzio di banche Italiane, nato con la volontà di offrire ai cittadini facili strumenti che, attraverso informazioni semplici, aiutino a capire meglio i prodotti finanziari e a scegliere quelli più adatti alle loro esigenze. Le dieci iniziative PattiChiari sono a disposizione tramite gli sportelli delle banche aderenti, il sito www.pattichiari.it, il call center (Numero Verde 800.00.22.66).
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